Le Statuette d'oro di Ebla
Dalla sabbia di Tell Mardikh, in Siria, è affiorato, per la prima volta, l’oro dell’antica città di Ebla. La missione archeologica dell’Università «La Sapienza» di Roma, guidata dal professor Paolo Matthiae, ha infatti riportato alla luce durante gli scavi una coppia di statuette femminili, probabilmente appartenenti al medesimo gruppo scultoreo: si tratta dell’ultima regina di Ebla, in argento e legno, che rende omaggio alla statua in oro di una sovrana defunta, forse divinizzata. La scoperta è annunciata dalla rivista «Archeologia Viva».
Dell’esistenza delle due statuette vere opere d' arte dell' oro, gli archeologi avevano già avuto notizia dai testi rinvenuti nel Palazzo Reale degli Archivi di Ebla, risalente al periodo glorioso della città siriana tra il 2400 e il 2300 a.C, ma non avevano mai avuto riscontro negli scavi. Le statue, realizzate con una raffinata tecnica miniaturistica, sono quasi intatte: una è in argento legno e steatite, l’altra in calcare, legno, oro e diaspro.
Entrambe testimoniano l’altissimo livello delle produzioni artistiche della Siria della seconda metà del III millennio a.c. e della loro abilità nell' arte dell' oro. Nel corso della stessa missione archeologica diretta dal professor Matthiae, lo scopritore della leggendaria Ebla ormai quarant’anni fa, è stato quasi completamente riportato alla luce anche il Tempio della Roccia, con strutture in mattoni crudi alte fino a tre metri e mezzo.




